Nanni Svampa, addio al grande della canzone milanese
 

Addio a Nanni Svampa, il grande della canzone milanese tra Gufi e cabaret

(aggiornamento di lunedì 28 agosto ore 19.15)

(aggiornamento di lunedì 28 agosto ore 19.15)

Una cantata popolare, in piazza, per ricordare Nanni: è l’evento spontaneo “A Porta Venezia ier sira pioveva” nato su Facebook per celebrare l’artista della canzone dialettale milanese morto sabato scorso, al quale hanno già dato il proprio interesse oltre 1.100 persone. Gli organizzatori intendono radunare in piazza martedì 26 settembre (alle ore 21) chi vorrà ricordare nel trigesimo il cantautore meneghino con vino e chitarre, come in osteria. In caso di pioggia, l’evento verrà rimandato.

I funerali laici di Svampa si terranno nel borgo di Porto Valtravaglia (Varese) dov’era nato nel 1938, martedì 29 agosto dalle 14.30: il corteo funebre partirà da via Castello.

“La scomparsa di Nanni Svampa colpisce profondamente Milano – si legge nel comunicato stampa del Comune – le cui tradizioni musicali sono state l’ossatura del suo pensiero critico e della sua ispirazione artistica. La sua esperienza, attenta anche alle più piccole trasformazioni della società in cui viveva, ha saputo innovare linguaggi e sonorità – milanesi ma anche lombarde e francesi – adattandoli a un sentire moderno, impegnato, sempre attuale. Milano perde  un interprete attento e sensibile della sua anima più profonda, un vero appassionato della milanesità”.

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Se n’è andato Nanni Svampa, il fondatore dei Gufi e grande interprete della canzone dialettale milanese: aveva 79 anni.

Lo ricordiamo grazie al bel documentario che racconta la sua vita – video qui sopra – fin dall’arrivo da bambino a Milano, tra ricordi di portinaie, odor di cavolfiore e quello spaesamento tipico di chi veniva dalla campagna e doveva adattarsi alla vita nelle case di ringhiera: Svampa abitò a Porta Venezia.

Patruno-Dalla-Svampa-Mannucci

Lelio Patruno, Lucio Dalla, Nanni Svampa e Lucia Mannucci in RAI

Nel docufilm, da non perdere i dialoghi-intervista con gli altri componenti dei Gufi, Lino Patruno e Roberto Brivio (Gianni Magni morì nel 1992): tra musica dialettale e cabaret il celebre quartetto fu sulla cresta dell’onda per sei anni (1964-1969) a parte una veloce reunion nel 1981. “Era la nostra missione, bisognava riprenderlo e farlo per tutta la vita” racconta Brivio nel film.

Svampa, da tutti ritenuto uno dei più grandi cantastorie della Milano scomparsa, fu un grande estimatore di George Brassens (al quale s’ispirò molto anche Fabrizio De Andrè per la sua carriera) infatti il suo primo disco (1964) s’intitolava “Nanni Svampa canta Brassens”.

Significativo nel film il dialogo con Enzo Jacchetti sulle mattane della “gente di lago”: casualmente proprio dalle zone d’acqua dolce veniva la maggior parte dei comici milanesi, un tema che poi Svampa riprende chiacchierando con Davide Van de Sfroos e cercando le differenze tra i “laghée” del Lago Maggiore e del Lago di Como.

Da ricordare anche “La bella Gigogin” con Franca Mazzola. Infine, il divertente cameo finale di Elio in incognito (“Pier Pino Martesana, suo grande fan”) che gli propone di riaprire i Navigli! Unico rimpianto dello Svampa? “Mi piacerebbe buttarmi nel Naviglio quando fanno il cimento invernale!”