Cinque mostre da vedere dal 15 al 21 giugno
 

Cinque mostre da vedere a Milano fino al 21 giugno

mostre milano giugno 2017

Che dire? Il caldo non accenna a diminuire, ma d’altra parte è estate. E se tra un tuffo in piscina e un aperitivo, avete anche voglia di dedicarvi all’arte, ecco la selezione dello #spiegonemostre.

Per altro, 3 di queste 5 mostre chiuderanno al pubblico proprio questa settimana. Non vi resta dunque che affrettarvi!

Mostre a Palazzo Reale

Manca poco, pochissimo, alla chiusura di una delle più belle mostre di quest’anno: parliamo di Keith Haring. About Art che potrete vedere fino a domenica 18 giugno. Un’esposizione che conta ben 110 sue opere, di cui alcune inedite.

Curata da Gianni Mercurio, si tratta di una proposta unica nel suo genere: la mostra ha infatti l’obiettivo di mettere in luce il rapporto che l’artista, morto a soli 31 anni per AIDS, ebbe con la storia dell’arte e le sue fonti. Potrete vedere, per esempio, i suoi calchi della Colonna Traiana accostati all’opera da cui Haring trasse ispirazione, così come il calco che Haring fece del “Combattimento di centauri e lapiti” e accanto l’omonima copia da Michelangelo Buonarroti.

Un’esposizione che inoltre tende a mostrare agli spettatori – che magari conoscono Haring solo per i suoi “omini” – quanto invece fu eclettico, rivoluzionario e anche tanto moderno e contemporaneo. Se potete, soffermatevi su quella che è l’immagine icona della mostra, una delle poche a cui Haring – che non lo faceva quasi mai – diede un titolo ossia Unfinished Painting che rappresenta il “non finito” del pittore americano che pensava di essere un anello di una catena e che in ogni fine ci fosse sempre un nuovo inizio. Un inno alla vita da parte di chi ne ha potuto vivere solo parte.

Keith Haring. About Art
21 febbraio – 18 giugno 2017
Palazzo Reale
Per ulteriori informazioni: www.palazzorealemilano.it

Mostre al Museo della Scienza e della Tecnologia

Se il Museo della Scienza diventa sempre più protagonista con MuseoEstate, prima di dedicarvi a giochi e attività all’aperto, vi consigliamo di fare un salto a una mostra che è un inno all’intelligenza e alla capacità femminili e a come le donne le abbiano impiegate e continuino a farlo nel mondo dello Spazio.

Si intitola infatti Space Girls, Space Women – Lo Spazio visto dalle Donne quella che è una mostra fotografica voluta in Italia dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e organizzata grazie all’agenzia fotografica SIPA PRESS, da una idea e dalla collaborazione tra la consulente e astrofisica Fiorella Coliolo e il direttore di produzione Benoit Delplanque.

Da Nairobi a Mosca, da Bangalore a Monaco, da Milano a Colonia fino al deserto dell’Atacama le fotografie, accompagnate dal materiale multimediale, mostrano il punto di vista femminile dello spazio, di oggi e di quello di domani.

La mostra è aperta fino al 20 giugno, biglietto d’ingresso 10 euro, 7,50 il ridotto.

Space Girls, Space Women – Lo Spazio visto dalle Donne
20 aprile – 20 giugno 2017
Museo della Scienza e della Tecnologia
Per ulteriori informazioni: www.museoscienza.org

Mostre al Bookshop Franco Angeli

Ultimi giorni – chiude sabato 17 giugno – per vedere Pachamama: la natura si riprende i suoi spazi. Inserita nella cornice del Milano PhotoFestival 2017, è allestita presso il Bookshop Franco Angeli (viale dell’Innovazione 11, zona Bicocca) e racconta la fenomenologia del degrado dei luoghi abbandonati in 60 immagini realizzate da 30 autori facenti parte del Manicomio Fotografico, una delle community di esplorazione urbana tra le più attive in Italia.

Gli scatti fotografici immortalano luoghi abbandonati dall’uomo, che la Natura, poco alla volta, ha deciso di riconquistarsi. Un modo per riflettere, attraverso le immagini, su quanto la cementificazione indiscriminata e il mancato reimpiego di spazi già urbanizzati stiano rovinando inesorabilmente l’ambiente.

Come avviene questa riflessione? Grazie agli scatti di questi fotografi che hanno ritratto i luoghi abbandonati dall’uomo non tanto nella loro essenza decadente, quanto nella loro metamorfosi strutturale, che li porta a essere nuovamente parte integrante della natura.

Il titolo della mostra, poi, non è casuale: Pachamama è il nome che gli Incas davano alla Madre Terra, divinità prospera e benevola, dotata anche di un volto crudele, nonché di una grande caparbietà nel riprendersi ciò che le appartiene. La mostra è a ingresso gratuito.

Pachamama: la natura si riprende i suoi spazi
19 maggio – 17 giugno 2017
Bookstore Franco Angeli – via dell’Innovazione 11 (zona Bicocca)

Mostre alla Triennale

Sempre di fotografia si tratta, ma questa volta l’obiettivo è puntato sull’uomo. O meglio sulle trasformazioni globali che stanno riguardando il generale umano e in particolare il problema della migrazione e la crisi dei rifugiati.

Si intitola La Terra Inquieta ed è la mostra in corso fino al 20 agosto alla Triennale. Il titolo è preso in prestito da una raccolta di poesie dello scrittore caraibico Édouard Glissant, che ha dedicato la sua intera opera all’analisi e alla celebrazione della coesistenza di culture diverse.

Attraverso le opere di più di 60 artisti provenienti da oltre 40 paesi del mondo – tra cui Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Ghana, Iraq, Libano, Marocco, Siria e Turchia – e con l’inclusione di documenti storici e oggetti di cultura materiale, la mostra parla delle trasformazioni epocali che stanno segnando lo scenario globale e la storia contemporanea, focalizzandosi in particolare sulla rappresentazione della migrazione e della crisi dei rifugiati. Si esplorano geografie reali e immaginarie, ricostruendo l’odissea dei migranti e le loro storie individuali e collettive di viaggi disperati alla ricerca di una terra che li accolga.

La Terra Inquieta si concentra in particolare sul ruolo dell’artista come testimone di eventi storici e sulla capacità dell’arte di raccontare cambiamenti sociali e politici. Mentre a volte i media e la cronaca ufficiale raccontano di guerre e rivoluzioni viste a distanza, molti artisti conoscono e descrivono in prima persona il mondo da cui provengono i migranti.
La Terra Inquieta
28 aprile – 20 agosto 2017
Triennale di Milano
Per ulteriori informazioni: www.triennale.org

Mostre al Museo del Violino

Se avete voglia di fare una gita fuori porta, il consiglio che vi diamo è: andate a Cremona. Chi vi scrive l’ha fatto di recente e l’ha trovata una città veramente incantevole. Non solo per il cibo e il poco traffico, ma anche per il mondo del violino e la musica che si respira in ogni dove.

D’altra parte, come forse sapete, è qui che si trovano tanti liutai italiani ed è qui dove, per esempio, nacque 450 anni fa un compositore come Claudio Monteverdi, anche se all’età di 20 anni si trasferì a Mantova. La città festeggia questa bella ricorrenza con una seria di celebrazioni che hanno il loro fulcro nel Museo del Violino, creato solo qualche anno fa, ma che vi consigliamo di visitare per diversi motivi.

Intanto perché, come dicevamo, una delle tante iniziative per l’anniversario è la mostra dal titolo Monteverdi e Caravaggio sonar stromenti e figurar la musica, aperta fino al 23 luglio. La mostra mette in contatto Monterverdi e Caravaggio, la musica suonata e la musica illustrata.

Del primo in particolare è stata ricostruita l’orchestra dell’Orfeo attraverso l’esposizione degli strumenti originali dell’epoca, selezionati seguendo le indicazioni annotate nelle prime edizioni a stampa dell’opera, eseguita la prima volta esattamente 410 anni fa.

Potrete non solo vederli, ma anche ascoltarne il suono grazie all’audioguida che è inclusa nel prezzo. Inoltre, se vi recate al Museo la domenica alle 11 e alle 15, grazie alla visita guidata gratuita, potrete scoprire molte più cose.

In mezzo alla sala si trova Il Suonatore di Liuto di Caravaggio. Un’opera controversa che non fu attribuita fin da subito al pittore lombardo e che ebbe una storia travagliata. Il dipinto fu realizzato nel 1597 da Caravaggio per il Cardinal del Monte, comprato dal Duca di Beaufort nel 1726-1737, portato a Badminton House nel Gloucestershire, dove è rimasto per due secoli e mezzo, venduto nel 1969 come una copia e infine nuovamente a New York nel 2011.

Il Museo del Violino merita una visita anche per come racconta la storia di questo splendido strumento. Potrete vedere diverse sale in cui, grazie al virtuale, potrete scoprire le parti che compongono lo strumento e vedere da vicino un liutaio mentre ci lavora, ascoltare musica all’interno di una sorta di pagoda e vedere vari esemplari, molto rari, come quelli in foto.

Monteverdi e Caravaggio, sonar stromenti e figurar la musica
8 aprile – 23 luglio 2017
Museo del Violino
Per ulteriori informazioni e programma dell’Auditorium: www.museodelviolino.org