Pubblicato in: Cinema News

Film in uscita nel weekend: le novità da giovedì 6 aprile 2017

Foto tratta dal film "La parrucchiera" di Stefano Incerti

Avete voglia di cinema e non sapete per cosa optare? Cercate una serata di puro divertimento grazie al grande schermo o un film che riesca a unire più anime? Come ogni giovedì, Milano Weekend vi segnala eventi cinefili e nuove uscite in sala nella nostra città: un nuovo appuntamento con lo #spiegonecinema.

Ecco cosa vedere al cinema a Milano dal 6 aprile 2017

Alcuni consigli sui film in uscita

— L’altro volto della speranza di Aki Kaurismäki

“Wilkström è un rappresentante di camicie, che lascia moglie e lavoro, e punta tutto su una partita a poker per cambiare vita. Khaled è un giovane rifugiato siriano imbarcato clandestino su una carboniera che si ritrova a Helsinki quasi per caso. Anche lui vuole cambiare vita. Le autorità però vorrebbero rispedire ad Aleppo Khaled, che se la deve vedere anche con dei picchiatori razzisti. Ma nella sua strada Khaled incontra anche persone come Wilkström che decide di aiutarlo. I due tentano di ripartire con la gestione di un ristorante triste e senza clienti, “La Pinta Dorata”, magari trasformandolo in un ristorante sushi alla moda…Un rifugiato, un rappresentante, un cuoco, una cameriera, un direttore di sala e un cane… insieme, forse, riusciranno a trovare ciò che cercano” (dalla scheda).

C’è un filo rosso involontario che sembra accomunare alcune delle uscite in sala di giovedì 6 aprile e, in particolare, quelle scelte. Il baratro e la speranza, ovviamente ognuno di questi cineasti li hanno messi a tema a proprio modo. Qui, il regista finlandese, con la sua cifra sempre riconoscibile, parla al nostro oggi, trattando l’intolleranza senza salire in cattedra. Il suo registro tragicomico, con punte grottesche, non delude neanche in questo caso.

— La meccanica delle ombre di Thomas Kruithof

Il grande pubblico ha conosciuto François Cluzet molto probabilmente con ‘Quasi amici‘ e adesso si spende per un interessante esordio dietro la macchina da presa. Ad affiancarlo come partner femminile c’è una brava e credibile Alba Rohrwacher. Con uno sguardo verso il passato – e in particolare a Hitchcock -, Kruithof costruisce un thriller ad alta tensione in cui ovviamente non potevano mancare i servizi segreti. Si riflette spesso – anche nella stessa Settima Arte – su cosa si sia disposti a fare pur di sopravvivere ed è una situazione che vive il nostro protagonista.

“Duval (Cluzet), contabile ex alcolista, riflessivo e meticoloso. Da tempo ha qualche difficoltà a trovare un nuovo posto di lavoro. Così, quando una misteriosa organizzazione gli chiede di trascrivere delle intercettazioni telefoniche, accetta senza porre domande: rimarrà invischiato in un pericoloso intrigo che vede coinvolti i servizi segreti e le alte sfere del governo francese” (dalla sinossi). Con rigore il regista francese riesce a comunicare quella sensazione di claustrofobia tipica del genere. Non sarà difficile immedesimarsi visto che è un uomo comune a ritrovarsi in situazioni molto più grandi di lui.

— La parrucchiera di Stefano Incerti

Napoli è una di quelle città che purtroppo è stata incastonata in certi stereotipi anche quando è stato il cinema a tratteggiarla. Per fortuna, però, ci sono anche artisti che vogliono mostrare volti differenti, puntando l’obiettivo su personaggi-persone che costituiscono una sorta di commedia umana. Incerti è tra questi ed è interessante notare come abbia voluto dare spazio alle donne ne La parrucchiera.

“Rosa è una bellissima ragazza dei quartieri spagnoli di Napoli che lavora nel negozio di parrucchiere di Lello e Patrizia. Lello è attratto da lei fino all’ossessione, ma quando le avances si fanno troppo pesanti, Rosa è costretta a scappare. Patrizia, che ha sempre considerato Rosa come una figlia, si sente tradita e prende le parti del marito lasciando la ragazza senza lavoro. A questo punto Rosa, con l’aiuto delle sue amiche del cuore Micaela, donna passionale e intraprendente, e Carla, transessuale sensibile e materna, tenta la grande scommessa di aprire un salone tutto suo. Ben presto i sogni diventano realtà: il negozio di Rosa non solo si afferma, ma arriva addirittura a rivaleggiare con quello di Lello e Patrizia” (dalla trama). Ovviamente non vi raccontiamo come si evolverà questa rincorsa di un sogno in un oggi che spesso taglia le gambe proprio ai sogni; ma sappiate che vale la pena vedere questa Napoli più pop, vitale e al contempo malinconica. “Fotografia dai forti contrasti tra luce calda e fredda, tra dominanti rosse e blu, in tonalità nette che ricordano il primo Technicolor, inquadrature anche isteriche, molti carrelli, spesso macchina a mano, attori di provenienza teatrale ma anche di interpreti imprestati da altre discipline: musicisti, cantanti e, perché no, attori presi dalla strada (dalla vita vera) in un caleidoscopio di volti dalla variegata bellezza…” (dalle note di regia).

— Piccoli crimini coniugali di Alex Infascelli

Éric-Emmanuel Schmitt è uno degli autori francesi contemporanei che con una penna asciutta, ma allo stesso tempo penetrante, riesce ad affrescare quello che noi siamo – compreso ciò che non ci diciamo esplicitamente. Fine drammaturgo – anche molto rappresentato – e, in questo caso romanziere, Schmitt riflette sulla coppia e su quei “piccoli crimini” coniugali – leciti o meno è la quotidianità a dirlo. Quanto le cosiddette bugie bianche ci salvano? E la menzogna? A dar l’occasione alla moglie è l’incidente del marito, il quale, persa la memoria, si affida ai racconti della moglie Infascelli raccoglie queste domande e le rilancia sul grande schermo grazie anche all’interpretazione di Margherita Buy e Sergio Castellitto.

Ha dichiarato il regista (anche di videoclip, cifra che si nota nell’approccio alla macchina da presa): “Mi sono innamorato subito del testo e come tutti ci ho trovato innumerevoli aderenze con il mio vissuto di coppia, nelle sue nefandezze, crudeltà, ma anche nelle fragilità e teneri compromessi che si devono inevitabilmente affrontare per poter sopravvivere al rapporto così stretto con un altro individuo. L’idea è di lavorare sul testo con due grandi attori per poi chiuderli in un appartamento e lasciarli a briglia sciolta. […] Un tour de force emotivo che non lascia scampo a uomini e donne, i quali saranno costretti da subito a prendere le parti di uno dei due personaggi, per poi ritrovarsi completamente spiazzati alla fine, forse guardando a se stessi e al proprio matrimonio o rapporto sentimentale con occhi nuovi. A guidare la narrazione sarà uno sguardo crudele e tragicamente ironico, come solo l’amore sa essere. Una regia asciutta ed essenziale, che mira a scarnificare un ambito tipicamente idealizzato e romanzato cinematograficamente”.

Eventi cinematografici

Assalto al cielo in anteprima (Spazio Oberdan 9 – 12 aprile )

Il documentario ha ricevuto da poco la menzione speciale ai Nastri d’Argento 2017 e arriva in anteprima a Milano dal 9 al 12 aprile. In questo film si ripercorrono i “gloriosi” anni Settanta, fucina di contestazioni. “Esclusi i comizi dei leader politici, la parola è affidata solo alle persone comuni, incontrate sia per strada che nelle assemblee universitarie o nei luoghi di lavoro e socialità. I grandi fatti sono noti: i violenti scontri di piazza, l’occupazione delle università, gli studenti che cercano di entrare in fabbrica, l’alienazione degli emigrati meridionali nelle grandi città, soprattutto Torino, le assemblee, ovviamente gli attentati di Piazza Fontana (1969) a Milano e Piazza della Loggia a Brescia (1974), per chiudere con il festival di Re Nudo al Parco Lambro (1976), a suggerire la deriva individualista e tossica di molti” (dalla nota ufficiale).

La sera della prima, domenica, sarà presente in sala Francesco Munzi (lo si ricorderà per ‘Anime nere’).

PREZZI: intero 7,50€; ridotto con cinetessera e studenti universitari 5,50€

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