Cicogne in missione recensione e trailer
 

Cicogne in missione: recensione e trailer

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Una volta le cicogne portavano i bambini. Oggi invece si occupano di consegne per un grande sito di vendite online e l’azienda le spinge ad essere sempre più veloci e produttive. Junior, la miglior cicogna dell’azienda, sta per essere promosso quando, per una serie di guai combinati dalla sua amica Tulip, attiva per sbaglio la Baby Factory: nasce un’adorabile bambina ma non “autorizzata” e deve essere consegnata al più presto, prima che il boss se ne accorga.

Inizia così una corsa contro il tempo per consegnare il tenero fagotto a Nate, il ragazzino che aveva scritto una lettera alle cicogne, e alla sua famiglia. Inizia anche un viaggio che permetterà ai protagonisti (e agli spettatori) di riscoprire il valore della famiglia e alle cicogne di ricordare qual è la loro missione nel mondo.

Il film mette in evidenza un male della nostra società: la frenesia di primeggiare sul posto di lavoro a discapito del tempo da dedicare alla propria famiglia. Gli adulti, che siano umani o cicogne umanizzate, hanno dimenticato la loro “missione” e pensano solo a produrre e a lavorare. Non a caso, sarà grazie alla lettera di un ragazzino lontano dalla logica degli adulti – Nate vuole solo un fratellino con cui giocare – che la vita ritornerà a fare il suo corso.

Cicogne in missione è un film che riesce nel duplice intento di divertire e intrattenere e allo stesso tempo consegnare un messaggio importante: il tempo che non trascorriamo con i nostri figli non si può recuperare, non torna indietro. Il film, inoltre, mette in scena anche concetto evoluto di famiglia dove l’amore esce dalle famiglie tradizionali e risiede tra chi sceglie di amarsi: un mondo in cui le cicogne consegnano bambini  a coppie eterosessuali, omosessuali, interrazziali e anche ad una madre single. Al cinema dal 20 ottobre 2016.

Voto per noi: 8