Pinacoteca di Brera collezioni: la sfida di Bradburne
 

“Riaprire Palazzo Citterio”: la sfida di Bradburne per la Pinacoteca di Brera

Weekend gratuito alla Pinacoteca di Brera
per salutare Caravaggio: orari e info

James Bradburne direttore Pinacoteca di Brera“Riaprire Palazzo Citterio e ridare luce alle collezioni Jesi e Vitale sarà un’opportunità enorme per aumentarle con alcune opere chiave: è la mia sfida per i prossimi 4-5 anni”: lo ha dichiarato il nuovo direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburne, conversando con i giornalisti a margine della presentazione del weekend a ingresso gratuito per salutare il capolavoro Cena in Emmaus di Caravaggio, in partenza per Francia e Giappone.

Bradburne presterà l’opera suo malgrado, per via di una scelta fatta dalla Pinacoteca nel 2014: “Il più grande problema dell’Italia, visto dai miei colleghi internazionali, è il cambiamento continuo delle decisioni e delle persone che devono prenderle: forse io non avrei fatto le stesse scelte, ma le confermo. Però ho chiesto un ritorno, un valore. Credo molto nella generosità, ma un museo deve vivere” ha puntualizzato il manager britannico.

“Devo capire meglio e studiare ancora, perché per i musei autonomi funziona in modo un po’ diverso. Ma se vedo una grande sfida per Brera, le collezioni Jesi e Vitale sono installate qui scomodamente. Se la fortuna mi permette, vorrei aprire Palazzo Citterio e ridargli la luce. Dopo, le nostre politiche d’acquisto saranno legate al nuovo allestimento. So che ci hanno provato in tanti e che ci saranno ostacoli, ma questo è il mio impegno”.

Alla domanda di Milano Weekend se vede oggi condizioni più favorevoli per portarlo a termine, Bradburne ha risposto: “Dobbiamo dare realtà alla nuova riforma, la possibilità per sponsor e privati cittadini di entrare diversamente nei progetti. Il primo obiettivo è valorizzare collezioni che adesso sono malmesse, non parlo per ora di monetizzazioni”.

Durante una conferenza stampa nel luglio 2014, il professore incaricato Amerigo Restucci ha presentato il progetto di restauro del settecentesco Palazzo Citterio (già Furstenberg, poi Rosenberg Colorni), per il quale è al lavoro l’impresa Research Consorzio Stabile. Se ne parla almeno dagli anni ’70, che sia la volta buona?