Lo Hobbit 2 recensione: La desolazione di Smaug sbanca il box office
 

Lo Hobbit 2 – La desolazione di Smaug: 5 cose da sapere sul film di Peter Jackson

Lo_Hobbit_La_desolazione_di_SmaugTorna sul grande schermo J.R.R. Tolkien con Lo Hobbit – La desolazione di Smaug: il secondo capitolo della saga del regista premio Oscar Peter Jackson si impone al box office già nel primo weekend della programmazione con un incasso di 4 milioni di euro, 205 milioni di dollari in tutto il mondo, di poco inferiore a quello di Un viaggio inaspettato. Nonostante questo fosse certamente il film più difficile di tutta la trilogia, si tratta di un successo annunciato: ecco, in cinque punti, il perché.

La trama. Proseguono le avventure di Bilbo Baggins (Martin Freeman), in viaggio con il mago Gandalf (Ian McKellen) e i tredici nani, guidati da Thorin Scudodiquercia (Richard Armitage), in un’epica battaglia per la riconquista della Montagna Solitaria e del perduto Regno dei Nani di Erebor su cui regna una creatura terrificante: il Drago Smaug (doppiato nella versione originale da Benedict Cumberbatch e in quella italiana da Luca Ward). Sessant’anni prima delle vicende narrate ne Il Signore degli anelli, un’altra compagnia, quindi, percorre la Terra di Mezzo, incontrando durante il suo pericoloso viaggio verso est Beorn il cambia pelle, i ragni giganti della minacciosa foresta di Bosco Atro e i temibili elfi silvani. Nonostante la trama a volte manchi di compattezza e la sensazione di una diluizione dell’intreccio pianificata ad arte per fare spazio a un terzo capitolo rimanga costante, non si può non rimanere coinvolti dal desiderio di Thorin di ritrovare, assieme all’Arkengemma, le sue origini e la propria identità; dalla lotta di Bilbo contro la paura; dalla ricerca della verità di Gandalf.

Spettacolare come non mai. Il film è stato filmato in 3D a 48 fotogrammi al secondo ed è distribuito in High Frame Rate 3D (HFR 3D) nei cinema attrezzati, oltre che nei formati 2D, 3D e Imax. La sensazione iniziale, straniante, è quella di non essere uno spettatore, ma parte della troupe: poi l’occhio si abitua e si entra nel vivo dell’azione, fra scontri, inseguimenti e paesaggi incredibili: mozzafiato.

Nuovi personaggi. Per tutti quelli che lo amano, ne Lo Hobbit – La desolazione di Smaug torna uno dei personaggi più riusciti di Tolkien: l’elfo Legolas (Orlando Bloom). In più, nuove figure compaiono sulla scena: si tratta dell’algido re degli Elfi Silvani di Boscoverde Thranduil (Lee Pace) e di Tauriel (Evangeline Lilly), la bella comandante delle guardie elfiche protagonista della inaspettata svolta romantica del film. Ma la nuova star del film è il gigantesco drago Smaug, vero e proprio capolavoro di CGI: ci sono voluti due anni di lavoro per realizzare il mostro avido d’oro e la personalità di un grande attore come Benedict Cumberbatch per rendere la sua personalità psicotica.

The dark side of Tolkien. Jackson sceglie di imprimere alle atmosfere tolkeniane una svolta dark, che non si ritrova nel libro: il mortifero bosco Atro avvolge gli hobbit inseguiti da Azog il Profanatore con le sue tenebre, mentre Gandalf si scontra a Dol Goldur con Il Negromante.

Martin Freeman. L’ingenuità, la paura, il coraggio di Bilbo e il rapporto con l’anello che comincia a mutarne il carattere: Martin Freeman è sempre più bravo e la sua interpretazione non può non convincere.

Il nostro voto: 6 e mezzo

Una frase: “Siamo stati ciechi, Radagast, e nella nostra cecità il nemico è tornato.” (Gandalf)

Per chi: Per tolkeniani doc